mercoledì 28 giugno 2017

Non si è ancora spento l’eco della stagione sportiva appena conclusa ed ecco che la dirigenza dell’Amatori Parma è al lavoro per il futuro che vedrà un cambio di passo e quindi un ulteriore potenziamento nella struttura per perseguire la mission della società.
Tante le novità per il prossimo anno che saranno illustrate giovedì 29 giugno alle 18.30 a tutti i tesserati, genitori e sostenitori e il luogo scelto per la presentazione non poteva essere che la Club House che riaprirà dopo alcuni mesi di chiusura e destinata dalla prossima stagione sportiva a ritornare ad essere la casa della grande famiglia Amatori.
Nel corso dell’aperitivo in club house saranno illustrate le tante novità per la prossima stagione partendo dal responsabile del minirugby e dai progetti di sviluppo che investiranno in particolare il settore giovanile. Saranno inoltre presentati ai genitori i nuovi responsabili tecnici e gli staff di tutte le categorie dal minirugby alla prima squadra, sarà anche possibile effettuare la preiscrizione degli atleti che prevede tra l’altro uno sconto se effettuata entro il 15 luglio.


Vi aspettiamo quindi in Club House, nei prossimi giorni aperta con il solo servizio bar mentre il servizio cucina riprenderà nelle prossime settimane, giovedì 29 alle 18 e 30 per iniziare al meglio la nuova stagione sportiva!
RUGBYTOTALE da il benvenuto nel blog al Rugby Lumezzane, new entry, e guarda caso il post di apertura tratta l'argomento promozione. Per il club della Valle Gobbia sarà un'altra storica stagione agonistica! AUGURI .
IL RUGBY LUMEZZANE PRESENTA LO STAFF TECNICO PER LA STAGIONE 2017/2018
Cambia la serie, ma non gli obiettivi. Conferme e novità per le guide delle formazioni rossoblu 
Il General Manager Luca Raza: «La serie B è un obiettivo prestigioso e sarà una leva ulteriore per accrescere il livello del nostro settore giovanile»

La straordinaria promozione in serie B, dopo un solo anno di serie C a seguito della scelta di rinunciare alla A per rifondare club e movimento, porta con sé in questa estate di preparazione sia novità che conferme. 
Partiamo dalle ultime. Sarà ancora Francesco Filippini a ricoprire il ruolo di direttore tecnico del Rugby Lumezzane, sedendo inoltre sulla panchina della prima squadra. «Questa scelta di continuità ci è parsa obbligata - spiega il General Manager Luca Raza - alla luce dell'ottimo lavoro condotto nella scorsa stagione. Al tecnico, inoltre, riconosciamo capacità eccellenti di gestione delle numerose iniziative che proponiamo sia ai nostri tesserati che all'esterno come, ad esempio, il Progetto Scuola che coinvolge istituti di sei comuni dislocati tra Valtrompia e Valsabbia con ulteriori inserimenti che inizieranno con il nuovo anno scolastico». 
Anche la gestione e la responsabilità del reparto degli avanti saranno in capo a tecnici già in organico al club, ma a cambiare profondamente è la struttura stessa della gestione tecnica.
«Riteniamo che la crescita dei giocatori che compongono il nostro movimento non debba essere esclusivamente subordinata alla loro età e al loro campionato di riferimento - spiega Raza -, bensì crediamo che per innalzare il livello di tutti nostri tesserati sia necessaria una struttura che esalti lavori specifici, curati da tecnici che vantino una preparazione altrettanto verticale, nell'ambito di una gerarchia organica nella quale viga una forte collaborazione tra i suoi membri». Alla base della strategia del club rossoblu, infatti, si conferma la crescita - sia numerica che tecnica - della base, rappresentata dal movimento giovanile che, dal minirugby e dalla partnership stretta con Rugbytots arriva fino all'Under 18 che, nel passato campionato, ha sfiorato l'accesso al campionato Elite. 
Con questo modello organizzativo, mutuato dai grandi club in particolare britannici, il lavoro della mischia della prima squadra verrà gestito da Enrico Scotuzzi, con la specifica attività rivolta a touche e gioco aperto, mentre la responsabilità del reparto a partire dall'Under 14 sarà di Gaston Cuello, con i suoi interventi durante la stagione concentrati sugli aspetti specifici della mischia chiusa. Entrambi, inoltre, potranno fornire ancora il loro prezioso contributo sul campo, come già svolto nella scorsa stagione.

Confermati anche Nicola Letinic, che ricoprirà il ruolo di gestione della crescita tecnica dei calci piazzati e di spostamento dall'Under 14 fino alla prima squadra, così come Alessandro Saleri sarà il preparatore atletico della formazione Under 18 e della prima squadra rossoblu. 
Un'altra novità, invece, è rappresentata dall'arrivo in rossoblu - maglia indossata già in passato, ma in qualità di giocatore - del tecnico Pierangelo Ceretti, rovatese e «tra i più promettenti nel panorama bresciano» ha affermato Raza. A lui è stata assegnata la panchina della formazione Under 18 e il ruolo di gestione specifica del gioco dei trequarti della squadra militante in serie B.

«Questo staff permetterà di affrontare tanto la risalita in serie B con forti competenze verticalizzate - conclude il General Manager -, quanto di perseguire il nostro primario obiettivo rappresentato dall'attenzione rivolta alle formazioni giovanili, alle quali intendiamo fornire una preparazione di alto livello, aumentandone ulteriormente i numeri, in continuità con i forti incrementi della scorsa stagione».


I CURRICULUM SPORTIVI DELLO STAFF: 

FRANCESCO FILIPPINI: tecnico di terzo livello, ha seduto su numerose panchine tanto di formazioni giovanili quanto seniores. Ha iniziato ad allenare 20 anni fa proprio a Lumezzane, per poi lavorare con il Rugby Rovato, il Rugby Leonessa - responsabile dell'Under 21 in Top 10 -. E ancora, ha guidato il Gussago Rugby, l'Under 19 e l'Under 20 del Rugby Calvisano. Dopo una stagione, quella 2014/2015, al Botticino Rugby, è approdato a Lumezzane in serie A come direttore sportivo per poi sedere sulla panchina della prima squadra, con la responsabilità tecnica di tutto il club l'anno successivo. Infine è stato responsabile delle selezioni della Lombardia di Under 14, Under 18 e Under 19.

GASTON CUELLOdopo un ottimo inizio di carriera in Argentina con maglie di club di Tucumàn, approda a Parigi in un club di Federal 1. Nel 2005 arriva in Italia per vestire la maglia del Rugby Leonessa con la quale gioca per tre stagioni. Proprio nell'ultima è iniziata la sua collaborazione in panchina con Vincent Etcheto, allora head coach della squadra franciacortina e oggi alla guida del Bayonne in Top 14. Passato al Rugby Brescia ha implementato le sue competenze tecniche lavorando alla sua crescita come allenatore. Da cinque stagioni a Lumezzane, dove è stato capitano per tre. 
PIERANGELO CERETTIUtility back, ha svolto il suo percorso nelle formazioni giovanili con la maglia del Rugby Rovato, fino ad approdare al Rugby Leonessa sia in Under 21 che in prima squadra. A quel punto, la sua prima esperienza con il Rugby Lumezzane durata due stagioni. Dopo un'ulteriore parentesi con la Leonessa, è ritornato nuovamente a Lumezzane per tre campionati. Ritornato a Rovato, ha sviluppato la proprie capacità da allenatore, guidando tutte le formazioni dal minirugby fino all'Under 16, con la quale, nella passata stagione, ha sfiorato la vittoria del titolo di categoria. 

ENRICO SCOTUZZIda giocatore ha vestito la maglia della Nazionale italiana Under 17 e Under 21. Dopo cinque stagioni nella prima squadra del Rugby Brescia si è trasferito nel Rugby Calvisano dove è rimasto per tre campionati. Dopo esperienze a Botticino e un ritorno a Brescia, nel 2005 si è traferito Sidney dove ha giocato nel campionato Suburban con la maglia del St.Patrick Homebush. Dalla stagione 2012/2013 è a Lumezzane, dove ha fornito il proprio prezioso contributo nella risalita dalla serie C fino alla serie A. Da due stagioni collabora con l'head coach nella gestione della mischia della prima squadra. 
NICOLA LETINICUtility back completo, ha iniziato a giocare a rugby a Fiumicello attorno ai 10 anni, per poi, a 17, passare al Rugby Calvisano per 12 anni dove ha giocato in Under 21, con la formazione di serie B, successivamente promossa in A2 e in A1. Ha chiuso la sua carriera da giocatore a Botticino dove è rimasto quattro campionati e ha intrapreso la propria carriera da allenatore collaborando con lo staff dell'Under 14. Lo scorso anno ha collaborato con Daris Ghidini nella gestione dell'Under 18 del Rugby Lumezzane.

ALESSANDRO SALERIlaureato in Scienze motorie, ha conseguito inoltre una specializzazione in Massoterapia. Gestisce la preparazione della prima squadra del Rugby Lumezzane da quattro stagioni e dalla prossima presterà la propria opera anche nell'Under 18. Oltre alla conduzione del lavoro in campo svolge anche attività di recupero degli infortuni che realizza attraverso la collaborazione con Medical spa, studio con sede a Brescia.


Nella foto da sinistra: Enrico Scotuzzi, Nicola Letinic, Francesco Filippini, Luca Raza, Pierangelo Ceretti, Alessandro Saleri e Gaston Cuello. 





Fiorenza Bonetti
Ufficio Stampa ASD Rugby Lumezzane

martedì 27 giugno 2017

Nel campionato emiliano romagnolo di Serie C2 c’è stata grande battaglia per accedere all’unico posto disponibile per la promozione, ed a prevalpere alla fine di una intensa stagione agonistica è stato il Ravenna, e lo conferma  il Presidente del club giallorosso   MARIO BATTAGLIA: “ Noi facciamo parte della Franchigia del Romagna – dice appunto il dirigente ravennate – e le franchigie, si sa, di per se allargano le possibilità agli atleti di giocare in squadre piu’ performanti, ma nel contempo indeboliscono leggermente  le compagini solitamente impegnate nei tornei di categoria inferiore e collegate alle franchigie.  A fronte di questo, e avendo passato  degli Under 18 molto competitivi, tra l’altro sono anche cinque accademici, alla squadra giovanile della nostra franchigia, e questo orgogliosamente li abbiamo concessi, siamo riusciti ugualmente a ottenere una importante promozione nel campionato nazionale di Serie C1. Siamo molto curiosi di vedere come sarà l’annata successiva.”
Il passaggio dalla C2 alla C1 puo’ essere difficoltoso per chiunque, ma il Ravenna ha dimostrato buoni risultati nella categoria inferiore, che annoverava tra le partecipanti alcune formazioni cadette di buon livello.

“ Questa promozione in C1 è un cingolo importante – dice BATTAGLIA -  in quanto credo che  avremo molti rientri in squadra, del resto la sensibilità a questo passaggio è in forte crescita nell’ambiente, e personalmente mi auguro di aver qualche maggiore sostegno economico a fronte delle lunghe trasferte, che probabilmente andremo ad affrontrare. Proveniamo da un brillante campionato, questo è indubbio, anche se abbiamo commesso due errori, due passi falsi,  ad inizio stagione. Abbiamo perso di un solo punto con i Cadetti del mPiacenza, con  partita già in mano nostra dai primi minuti di gioco e così sino all’ottantaduesimo minuto di gioco, è stato sufficiente mollare un attimo la presa e siamo stati superati proprio nel finale, complicandoci così il cammino. L’altra sconfitta l’abbiamo patita con il Carpi, che è club privo di giovanili, ma competitivo con la prima squadra, poi nella seconda parte del campionato abbiamo inanellato una lunga serie positiva di affermazioni, inframezzata dal test di Carpi. Il Ravenna svolge abitualmente le attività obbligatorie giovanili, ed ora attendiamo la composizione dei nuovi tornei, per affrontare una nuova avventura.”
Da giovedì 22 giugno Nicola Scardi è ufficialmente il Responsabile della Sezione Rugby del CUS Pavia. Ringrazio Nicola della generosa disponibilità che ha manifestato e gli auguro di avere, come è successo a me, persone generose e appassionate ad aiutarlo nella gestione della Sezione.
Questo è un augurio a Nicola e una richiesta a tutti voi. Chi si prende la responsabilità di gestire la Sezione lo fa per spirito di servizio, per il bene dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze che vengono a giocare da noi, ognuno di noi può fare qualcosa.
Vorrei quindi ringraziare tutte le splendide persone che in questi 5 anni hanno contribuito a rendere La Sezione Rugby ciò che è oggi. Siamo tutti in debito con loro.
I capitani delle squadre Seniores Roberto Zambianchi e Agnese Bovio e Divà Beltramin, tutti i giocatori, gli educatori e i tecnici, i tanti team manager (in particolar modo i primi 4 che si sono buttati senza sapere cosa li aspettava: Franco Maggi, Carlo Maestri, Marco Pialorsi e Marco Del Bo), i medici, Michele Chiaramondia che ha trovato i primi sponsor, tutti gli sponsor, l’Associazione Milòld e tutte le persone che hanno dato una mano anche piccola, senza chiedere nulla in cambio, e spesso, senza ricevere neanche un grazie da chi beneficiava del loro lavoro.
Vorrei anche ringraziare chi ha avuto un ruolo decisivo nel CUS Pavia, il Presidente Prof. Cesare Dacarro, il Segretario Generale Alessandro Rognone, Stefania Colombi e Katia Boerci e tutti i membri del Consiglio Direttivo che in questi anni hanno gestito il CUS Pavia e sostenuto la Sezione Rugby. Un grazie a Carmen Morrone che ha lavorato con passione per dare visibilità alle nostre iniziative e a Giuseppe Giovanetti che ci ha guidato nei rapporti con la FIR.
Un grazie anche al Prof. Paolo Benazzo e al Prof. Alessandro Greco rispettivamente Presidente e Vice Presidente di EDiSU per la recente firma dell’accordo che formalizza la collaborazione con il Collegio Golgi 2 per ospitare gli studenti universitari rugbisti.
Grazie ad Alberto Villa, Mauro Borsani e Fabrizio Villa per il progetto Rocce Chicken CUS Pavia Serie A femminile. Per il progetto Ticinensis Franchigia Under 18 e Under 16 un grazie a Massimo Maule del Rugby Cesano Boscone, a Giuseppe Giovanetti e Niall Grossi del Rugby Voghera e a Sandrone Pavesi e Luca Tosello dei Falchi Lomellina (e succose novità bollono in pentola).
Ho messo piede al Cravino la prima volta un sabato pomeriggio di otto anni fa. Il mercoledì precedente avevo ricevuto la telefonata di mio figlio Filippo (allora 9 anni) che mi diceva trepidante “Papà ho provato lo sport più bello del mondo, il rugby!”, era stato portato a provare un allenamento di rugby da un suo compagno di quarta elementare, ora canottiere. Avrei dovuto capire subito che si trattava di qualcosa di speciale, visto che l’affermazione veniva da un bambino che aveva frequentato controvoglia la palestra di pallacanestro, che a judo veniva sballottato a destra e a sinistra, che aveva nuotato fino alla nausea e che al corso di pallavolo si nascondeva sotto il tavolo. Quel sabato di marzo lo vidi correre con la palla e, soprattutto, placcare i suoi compagni con il sorriso sulle labbra. Conobbi anche i suoi educatori Michele Donatiello e Luisa Montesion, divenuti poi rispettivamente Allenatore e Capitano della rinascita del rugby femminile a Pavia. Filippo e molti altri giocatori di quell’Under 11 del 2009 giocano oggi in Seniores e in Under 18. I fratelli di Filippo, Francesco e Jaki iniziarono a giocare subito dopo. Jaki per anni giocò in Under 8 senza avere l’età per farlo, erano ancora “quei tempi”. Pochi mesi dopo, Massimo Bocchiola e Alberto Broli mi introdussero al rugby giocato nei nascenti Milòld, gli ortopedici di Pavia saranno loro grati in eterno. Stefania ha dovuto aspettare qualche anno prima di poter giocare nell’attività Touch che è nata due anni fa.
La fotografia che accompagna questo post mostra il nostro Minirugby nel 2009. La cosa straordinaria è che 5 di loro giocano ancora a rugby al CUS Pavia: (da destra verso sinistra) Francesco Aloisi Under 16, Jaki Aloisi Under 14, Niccolò Silva Under 16, Andrea Brandani Under 18, Checco Repossi Under 18. Il fatto che più della metà dei bambini del minirugby del 2009 stiano ancora giocando nel 2017 è un successo, così come lo è stata la crescita nella partecipazione e nel numero di squadre che abbiamo avuto in questi anni e nelle gestioni di Alberto Broli e Walter Fietta.
Nel 2012 Walter Fietta e Nino Prini mi hanno chiesto di occuparmi della Sezione Rugby. Dopo qualche tentennamento ho accettato, è stato un lavoro bellissimo, pieno di soddisfazioni date dal vedere i nostri ragazzi, le nostre ragazze e i nostri bambini giocare sui campi di tutta Italia e, qualche volta, anche all’estero. Ho sempre detto che il CUS Pavia Rugby è una famiglia, è così. A volte avere più di 300 figli è stato faticoso, ma è stato un onore, è sempre stato bello e fonte di soddisfazione lavorare, insieme a tutti voi, per loro.
Con tre persone ho collaborato in maniera particolarmente intensa. Non siamo stati sempre d’accordo, ma non avete mai perso di vista l’obiettivo della nostra attività. Il lavoro comune di questi cinque anni mi ha permesso di apprezzare le vostre competenze, la passione e l’approccio sempre teso a risolvere i problemi e mai a crearne. In cinque anni di riunioni, telefonate, sogni, scazzi, delusioni, trionfi e cadute siamo diventati fratelli: Nino Prini, Carlo Maestri e Luca Brandani vi abbraccio.
Voglio ringraziare anche quattro persone speciali che in questi anni hanno dovuto sentire troppe volte “non ora”, “devo andare”, “ho una riunione”, “ne parliamo domani”, “non posso”, vado al campo". Alla mia meravigliosa famiglia Stefania, Filippo, Francesco e Jaki grazie di aver sopportato il mio doppio lavoro, di avermi preso in giro (“secondo me papà ha un’altra famiglia”) e di aver reso meno pesante la decisione di rinunciare al mio incarico (“oddio ora che papà non è più responsabile di sezione mi faranno giocare in mischia”, non dirò mai chi di voi tre l’ha detto).
Il futuro ha per noi in serbo grandi cose, siamo noi che dobbiamo andare a prendercele. Avanzare, Sostenere, Continuare.
Nicola in bocca al lupo e nuova energia, nuove idee e nuovo entusiasmo.
Forza La Pavia!

Federico Aloisi
Valchiampo e Vicenza: assieme per la crescita del rugby vicentino

Valchiampo Rugby e Rangers Rugby Vicenza, entambe da sempre attente alla condivisione di obiettivi per favorire lo sviluppo del rugby, sono liete di comunicare di aver raggiunto un accordo di collaborazione per la crescita delle rispettive squadre Seniores impegnate nella Serie C.
(nella foto i dirigenti della Valchiampo Rugby)
I Presidenti di Valchiampo Rugby Gerardo Frasson e della Rangers Rugby Vicenza Augusto Fantelli, si sono ritrovati presso lo Stadio Angelo Gobbato di Sant’Antonino di Vicenza, accompagnati dai massimi dirigenti e dallo Staff Tecnico designato, ed hanno siglato la nascita di questa storica collaborazione tra due delle realtà rugbystiche più radicate del vicentino, con il Valchiampo Rugby fresco dei festeggiamenti per il 10° anno di attività.
Questo accordo pone basi importanti per lo sviluppo della palla ovale, non solo della vallata del Chiampo, ma di tutta l’area est della provincia, ed una visione condivisa del rugby, che passa attraverso sinergie e collaborazioni a tutti i livelli.

Nel dettaglio, l’accordo prevede una rosa giocatori ed uno staff tecnico unico che daranno vita alle due squadre seniores delle società, una in Serie C1 ed una in Serie C2.











Scritto da Ufficio Stampa In NewsStagione 2017/2018
Sarà Umberto Lorenzetti il nuovo allenatore della Gran Sasso rugby per la stagione 2017/2018, la società grigiorossa ha concluso infatti un accordo con l’esperto coach aquilano, che sarà supportato dal preparatore atletico Stefano Pietropaoli. Lorenzetti, che vanta un’esperienza ultra ventennale alla guida delle giovanili aquilane, delle selezioni regionali ed interregionali juniores e che ha avuto modo di allenare per tre stagioni L’Aquila in Top ten ed Eccellenza, oltre che nelle serie minori (C2 e C1), si dice felice e motivato di essere approdato a Villa Sant’Angelo, quartier generale della GSR: “Sono contentissimo di fare quest’esperienza, ci ho pensato a lungo e sono felice di aver accettato la proposta del club. Conosco la storia della Gran Sasso – continua Lorenzetti – perché ho guardato crescere questa squadra dal progetto scuola fino alla serie A, dove rappresenta oggi una solida realtà del rugby del centro sud Italia ed è inoltre un importante punto di riferimento per tanti giocatori, non solo abruzzesi, che vogliono cercare un trampolino di lancio magari verso l’altissimo livello, dopo le giovanili”.

(il nuovo tecnico Gabriele Lorenzetti)

Il DG Anibaldi, impegnato nella definizione di tutti gli aspetti sportivi della prossima stagione è soddisfatto per l’accordo concluso con Lorenzetti ed in settimana ne ha dato comunicazione ai giocatori: “Crediamo possa essere la persona giusta per guidare la squadra il prossimo anno, lo conosco da tempo e gli riconosco una grande autorevolezza, esperienza e capacità, confidiamo di iniziare con lui un percorso che arricchisca entrambi. Ci tengo inoltre a ringraziare Francesco Iannucci per quanto fatto alla Gran Sasso, non solo nell’ultimo anno come allenatore, ma anche in precedenza come video analista e formatore, a nome di tutta la squadra gli auguro di proseguire con soddisfazione il suo lavoro nel mondo del rugby”.

Sul fronte squadra gli acquisti più importanti per i grigiorossi sono al momento i giocatori riconfermati, cioè una buona parte della rosa. L’unica partenza certa è quella del mediano portoghese Francisco Vieira, approdato in Inghilterra alla corte dei Rotherham Titans.

Durante l'Assemblea Ordinaria del Comitato Regionale FIR ligure è intervenuto anche Daniele Pacini, e noi abbiamo estrappolato alcune sue spiegazioni sulle future attività giovanili dell'alto livello.


Da quest’anno le Accademia del Rugby U18 saranno ridotte, mentre i Centri di Formazione presenti sul territorio saranno sostituiti da un nuovo progetto federale portato avanti da DANIELE PACINI, Responsabile Tecnico del Rugby di Base. Pacini è stato per molti anni preparatore tecnico delle formazioni giovanili in seno all’Unione Rugby Capitolina di Roma, portando il club laziale ai vertici nazionali. In effetti è un evoluzione del progetto di sviluppo dedicato alle attività giovanili Under 16 ed U18.  Modifiche mirate a migliorare l’Alto Livello del movimento nazionale. “Lo sport di Elite è uno sport di selezione – afferma DANIELE PACINI – sembrerà ovviamente banale, ma in effetti quanti giocatori a livello statistico  possono entrare in questa fascia per poter avere la possibilità di arrivare all’alto livello? E poi quali sono gli obiettivi dello sviluppo? Quali sono gli obiettivi dell’Elite?  Unendo il tutto dopo l’inserimento di un gruppo tecnico che si è aggiunto a quello già esistente, è stato valutato che il nostro sistema aveva bisogno di una visione piu’ efficace, e così si è puntato ad una riduzione del numero  dei Centri di Formazione Permanenti, o meglio Accademie U18, una contrazione perchè operare che con una base piu’ ampia, ed anche qualitativa  è necessario che quei giocatori lavorino con standard piu’ elevati.

(nella foto da sin. Fabrizio Gaetaniello, Federico Olivieri e Stefano Bertirotti: CUS Genova U16 premiato con la Coppa Walter Piccoli)

 E le Accademie funzionano se oltre ad avere risorse qualitative,  mettono a confronto giocatori  dello stesso livello. Ed in questi anni purtroppo si erano riscontrate troppe diversità, ed alla fine quando c’è una eterogeneità di livello  si tende a metterere una asticella intermedia,  e comunque quella che sta piu’ in alto  non soddisfa l’esigenza, rasentando così il livello medio. Pero’ questa non è una Accademia, non è un sistema legato alla formazione all’alto livello.”
Anche le attività dei Centri di Formazione dedicati agli Under 16 hanno subito un radicale cambiamento. Il problema principale di queste attività era la marginale copertura del territorio, in quanto non venivano coperte le attività di tutti i club: “ Alcune aree dovevano essere supportate fra sistemi diversi – prosegue PACINI – e questo era un programma poco facile da portare avanti. L’altro aspetto invece che è piu’ legato alla nostra cultura italiana, il sistema al club, che è un dato di fatto, l’aver scelto un club in cui collocare anche se solo dal punto di vista logistico/organizzativo, non certo per altri motivi, una sede di un CdF ha generato, e non parlo della Liguria, all’inizio gelosie, poi invidie. Poi non sempre c’è stata la possibilità che il livello tecnico si concentrasse sulla parte tecnica, e che non ci fossero altre interferenze. Gli stessi tecnici, ed io ho vissuto direttamente questo in quanto ero all’interno di un CdF vivendo da D.T. del mio club, la diffidenza di alcuni tecnici ad approciarsi  al sistema che interpretavano, lo  percepivano troppo vicino al club e poco legato al sistema federale.”
E arrivati a questo punto evidentemente era venuto il momento di cambiare, c’era bisogno di dare una svolta a questa attività, comunque importante.


(Oscar Tabor, Presidente CR Ligure FIR nel suo intervento)

 “ Il progetto così è stato cambiato – riprende DANIELE PACINI – c’è stata una evoluzione in quanto i tempi sono cambiati, questo senza rinnegare quello che si era fatto in precedenza. Ad un certo punto tutti i progetti devono essere analizzati, e devono subire anche una evoluzione, insomma bisogna capire cosa serve a noi in questo momento. Senza dubbio a noi serve che ci sia una percezione  maggiore per il sostegno tecnico alle Società in quanto sono loro le depositarie, delegate, le responsabili della formazione dei giocatori. In qualche caso c’è stato anche una certa deresponsabilizzazione nei club, d’altra parte ho percepito che FIR non supportasse questo ruolo principale di formazione. Quasi come se FIR potesse sotituirsi alla formazione da parte dei club, e questo è proprio impossibile.  La formazione di base, la formazione di sviluppo deve essere gestito dai club. “
Ma la F.I.R. dove e come interverrà allora ?
“ Interverrà nell’ambito Elite, pertanto con una percentuale minima, in quanto i club non hanno bisogno di qualcosa di meglio, ma di diverso. E questo lo puo’ fare Fir in quanto questo sarà da completamento per quella fascia elite. “
Questo in sistensi è il nuovo processo, il nuovo percorso del giocatore italiano dal momento in cui Fir inizia a supportarlo in maniera diversa, a partire dall’Under 14. Dove l’obiettivo è la prima formazione, compreso quello della preparazione degli educatori e allenatori.
“ In questo caso Fir supporta questo con uno step successivo che favorisce un’attività regionale, in zone limitate ad aree, in territori che raggruppino a livello geografico un numero adeguato di club. “

Il percorso del giocatore dopo l’Under 14 proseguirà poi con gli stessi principi, con la stessa organizzazione anche se con obiettivi che via via aumentano perchè per la formazione di base  deve esserci la ricerca di un atleta di elite, il giocatore identificato entra nell’U18. Ma anche chi non è riuscito ad entrarci sarà comunque seguito, e su quei ragazzi che non riusciranno ad entrare in Accademia la FIR dovrà  essere pronta immediatamente ed  operante, intervenendo al piu’ presto. Un gruppo denominato riconosciuti.
“ Il percorso FIR termina poi in una percentuale di atleti ancor piu’ ristretta, che è quella dei giocatori che rientreranno nelle due accademie U20 le quali dovranno essere collegate alle due Franchigie, per generare un sistema di maggior vicinanza dei giocatori elite all’alto livello.  Sicuramente la loro capacità di prestazione della loro formazione elite avrebbe un ulteriore impulso. Alcuni già pronti di competenze fisiche, tecniche, strategiche potranno entrare già al  massimo livello assoluto che è la franchigia, e poi qualcuno che non sarà ancora pronto potrà andare nell’inserimento successivo legato al campionato di Eccellenza.”
“Ci sarà bisogno di collaborazione, di confronto con gli allenatori e noi. Non c’è nessuno che sta sopra e uno che sta sotto. Avremo ruoli ed esperienze diverse che si confrontano, ed allora avremo generato una differenza che culturalemente fa la differenza. La formazione non ha solo la parte didattica, c’è la formazione quotidiana e la formazione puo’ avvenire a livello orizzontale, perchè nessun allenatore italiano puo’ avere sempre  un  tutor accanto a se. E’ il territorio che da se  culturalmente, generando questo, puo’ crescere nello step successivo. Sarà un confronto interno, poi dall’esterno arriveranno gli input. Ci saranno ovviamente  i confronti con i tecnici federali per la formazione, poi ci saranno le riunioni con i tecnici regionali, che coordinano il progetto  e quindi poi il sistema dalla centralità, Steven Abound che è il responsabile dei contenuti si allarga sino alla base il sistema di moltiplicatore. “


(nella foto Daniele Pacini durante il suo interessante intervento all'Assemblea ligure)

“Inoltre ci saranno dei momenti per AREA di  raggruppamento di giocatori – prosegue PACINI – e l’allenatore sarà responsabile di dare consistenza alla scelta, poi i ragazzi lo dovranno confermare con l’impegno questa scelta. Due volte al mese i ragazzi U16 dovranno confrontarsi per fare l’attività diversa, rispetto a quella del club. Pero’ questo è l’obiettivo minimo, ci sono alcune Aree che per vicinanza possono farla addirittura una volta alla settimana. Allo stesso principio chi si impegna e chi merita  fara’ parte degli allenamenti congiunti di Area, poi ci saranno gli allenamenti della rappresentatriva regionale. In Liguria considerando il numero dei club presenti, ci sarà una sola formazione, altre piu’ grandi ne avranno anche tre o quattro. Sono previsti confronti diretti tra Aree e Regioni, e questo da gennaio prossimo, sempre che la proposta sarà accolta positivamente. Logicamente si inizierà a giocare tra Regioni vicine, poi  secondo step  per allargare lo step finale sono previsti momenti che siano a livello.”

Alla fine della stagione un certo numero di atleti entrerà nei Centri di Formazione Permanenti, altri no, ma proprio per questi sarà attuato un piano di sviluppo personale.